domenica 30 agosto 2009

Le panchine scritte e disegnate: "No Gualty No party"


"No Gualty No party", dice la scritta, facendo l'occhiolino al famoso logo "No Martini, no party", interpretato da George Clooney.Le due foto sono state fatte in un assolato mezzogiorno di fuoco agostano.
Dove? In una villa di Palermo, nel bel mezzo di una città che trasudava caldo da ogni poro del terreno, cosparsa di resti del sabato sera...
Moto e auto, rade, di passaggio.
Qualche concittadino, altrettanto rado, seduto all'ombra o "appanchinato" alla meno peggio...
Girovagando per la villa, dopo un po' di conversazione con qualche sparuto rappresentante del popolo dei padroni di cani, ho scattato per il gruppo di Facebook "QUELLI, KE LE PANCHINE" un paio di foto panchinare di questo "soggetto" panchina che quasi per caso è venuto a me.
Se non avessi fatto all'interno della villa una inusuale deviazione mi sarebbe sicuramente sfuggita questa nuova scritta.
Confesso un piccolo segreto: le due bottigliette vuote di birra erano a terrra ed io, per dare un tocco in più, le ho collocate strategicamente sulla panchina al margine della scritta...
Mentre camminavo lungo le strade deserte e attraverso il parco, mi è venuto spontaneo e naturale ricordarmi delle note della famosa canzone dell'Equipe 84: "Tutta mia la città...".
E con quelle note in testa me ne sono tornato a casa...
La foto di quata assolata panchina palermitana entra a pieno titolo a far parte della serie delle "panchine scritte e dipinte".
Giá! Tra le tante funzioni che assolve una panchina avevamo dimenticato quella di essere supporto di messaggi, di vignette, di writing, di forme cromatiche di visual art.
E' naturale che, una volta comodi su di una panchina, venga voglia di scriveci su dei messaggi da condividere con il proprio compagno di seduta oppure con i visitatori successivi.
In questo modo la panchina diventa testo vivente e mutevole palinsesto.

1 commento:

  1. Vincenzo Cordovana30 agosto 2009 19:17

    Straordinario, la panchina non è soltanto un luogo atto a favorire il riposo o la riflessione ma diventa esso stesso "supporto esterno" sul quale trasferire nostre istanze interiori. La panchina si propone come sistema complesso e completo, pienamente funzionale all'espressione della più spontanea creatività. La panchina è un'interfaccia. Potremmo anche immaginare panchine specificamente progettate per essere scrivibili, cancellabili e quindi riscrivibili (introduco il concetto di panchina formattabile)

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