giovedì 21 maggio 2009

In un giorno di prima estate, una rosa rossa è venuta a me


Ieri, per strada, ho trovato un fiore: una rosa rossa di plastica - o materiale simile - bella da guardare, bella da tenere in mano.
Perfetta, non rovinata, non ancora calpestata.

Solo il bocciolo.
Il gambo si era staccato o non c'era mai stato.

L'ho raccolta mentre correvo e l'ho portata con me sino a casa.

L'ho poggiata sul ripiano della mia scrivania e l'ho guardata a lungo.

Una meditazione sull'abbandono, sul desiderio, sulla gioia, sulla nostalgia.



2 commenti:

  1. Vincenzo Cordovana30 maggio 2009 08:55

    La bellezza d una rosa è anche legata alla sua caducità. Anche se di plastica una rosa è soggetta a deperire malinconiamente. Neanche il vinile è eterno. E' triste vedere la tua rosa di plastica che dopo i primi mille anni comincia a sfiorire. Ma non possiamo farci nulla. E' la vita. E' accaduto con il Moplen ed accadrà anche con tutti gli altri polimeri.

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  2. mi piace pensare che una rosa rosa di stoffa...che era attaccata a un coperchio di una scatola di velluto verde... e dentro c'erano delle lettere scritte tanto tempo fa... ormai ingiallite .. dove ancora si respira l'amore tra due persone... la rosa si è staccata dalla scatola ed caduta per terra..per essere raccolta da chi sa ancora apprezzare antichi sentimenti...
    ciao...questa volta ho esagerato?

    luigina salmaso
    è più facile commentare su facebook..

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