Visualizzazione post con etichetta mostre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mostre. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2010

La dignità dell'uomo, malgrado tutto: la storia dei Sem Terra nelle immagini di Salgado, a Palermo


Mercoledì 9 giugno,è stata inaugurata la bella mostra fotografica "TERRA", che raccoglie 21 foto di Sebastiao Salgado, fotoreporter brasiliano, nonchè uno dei più apprezzati fotografi nel panorama mondiale contemporaneo.
Salgado, ormai da tempo, lavora per grandi tematiche che spesso hanno una forte rilevanza sociale. Una volta identificato il tema, lo sviluppa e lo sviscera, attivando una fitta rete di scambi con ciò che diventa oggetto della sua attenzione fotografica.
Il suo approccio alla fotografia è rivelatore, peraltro, del suo originario indirizzo di studi, dal momento che, prima di dedicarsi alla fotografia, aveva lavorato come economista.
Salgado statuisce con forza che, prima della fotografia, esiste la relazione con altri esseri umani e con l'ambiente in cui essi vivono e che, pertanto, non vi può essere fotografia valida, se distaccata dalla dinamica d'una relazione intensa e forte, fondamentalmente di rispetto, nei confronti dell'altro da sé.
Senza questa forma di profondo e commosso rispetto la fotografia rischierebbe di diventare un'attività di puro e semplice voyeurismo, deputata a "rubare" l'anima altrui, destituendola di senso e verità.
Proprio per questo egli sostiene di aver sempre rifiutato l'etichetta di essere fotografo di "desperados", di gente disperata e sull'orlo del collasso psico-fisico. No, egli ribatte di essere fotografo di esseri umani che vivono momenti di grandi difficoltà e che, ciò nonostante, mantengono una serena dignità, cercando - con forza e determinazione - di conquistare per sè rispetto e accettazione e, soprattutto, dignità attraverso il lavoro.
In questo senso, sono profondamente eloquenti i suoi ritratti, alcuni dei quali visibili appunto nella mostra "Terra"

Le 21 immagini in bianco e nero sono dense e vibranti di emozioni. Appartengono ad un serie tematica di 45 immagini che ha già girato il mondo per raccontare la vita nomade dei Senza Terra (Sem Terra) del Brasile che hanno iniziato una lotta per poter prender prendere possesso delle terre abbandonate dei latifondisti brasiliani che, pur non utilizzandole, vogliono mantenerne il possesso e che, nel corso del tempo, si sono aggregati sino a costiutire un movimento politico (STM - Sem Terra Movimiendo), nato in Brasile nei primi anni '80
Le foto di Salgado sono un omaggio all'uomo e alla sua dignità che rimane intatta, come suo unico e immenso patrimonio, anche nelle condizioni più disperate e difficili.
Ma vi è anche l'omaggio alla terra come luogo delle radici e della costruzione dell'identità dell'uomo che vi abita. Un viaggio intenso attraverso "... la TERRA amica dell'uomo, TERRA che diventa nemica quando accaparramento e speculazione la spogliano della sua funzione sociale" (S. Salgado).

La serata di inaugurazione della mostra è stata allietata dall’intrattenimento musicale dal vivo del Duo jazz El Cafè Guestivo composto da Carla Restivo al sassofono e Federico Gueci al contrabbasso e dalla lettura di poesie e brevi racconti interpretati dall’attrice Clelia Cucco.

La mostra, promossa dalla Galleria d'Arte Garage di Palermo e organizzata dall'Associazione culturale Vie d'Arte, sarà visitabile fino al 19 giugno, presso il Wall Street Institute, a Palermo.

Sebastiao Salgado è nto in Brasile nel 1943. Sino al 1973, ha lavorato come economista. Nello stesso anno, durante un viaggio in Africa, nacque in lui la passione per la fotografia che lo indusse ha cambiare del tutto il suo orientamento lavorativo. La sua fotografia si distingue per un'impalcatura ideologica di denuncia sociale e per il suo intenso realismo.
Il suo strumento di lavoro è una macchino fotografica tradizionale (una Leica) con pellicole in bianco e nero. La macchina fotografica con il tipo di ottica che utilizza gli consente di realizzare foto particolarmente nitide che poi tratta in sede in stampa, trattandole manualmente con un sbiancante per ammorbidire i toni ed attenuare i contrasti troppo intensi. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali.

martedì 23 febbraio 2010

"Cuba va". Un percorso fotografico di vitalità e joie de vivre tra il presente e il futuro della gente di Cuba

Grazie alla collaborazione tra la Cooperativa palermitana “L’Isola” e “L’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba”, ma anche con il patrocinio della Provincia regionale di Palermo, abbiamo avuto il piacere di vedere realizzata qui a Palermo - quasi in anteprima rispetto al resto del territorio nazionale, - la mostra fotografica di Roberto Fumagalli “Cuba va”: una mostra che ha fatto il suo debutto internazionale il 25 aprile 2009, proprio a L’Avana, nel Memorial Josè Martì, in Plaza de la Revolucion, con grande compiacimento ed apprezzamento da parte dell'intellingentsia governativa cubana.
Le foto – quasi tutte quelle esposte, più alcune altre – sono state raccolte in un volume fotografico - molto curato e di grande qualità – che, dopo l’anteprima cubana, è stato oggetto di specifiche presentazioni in altre città italiane.
Sfogliando il volume, fa piacere - ed è particolarmente qualificante - che la presentazione sia stata vergata da Roberto Chile che - se non ricordo male - è il fotografo ufficiale di Fidel Castro con cui Roberto Fumagalli, nel corso degli anni, ha costruito un rapporto di conoscenza, di stima e confidenza amicale.
Tuttavia, la mostra fotografica palermitana (visitabile dal 12 al 27 febbraio 2010) – così com'era stata presentata a L’Avana – in Italia
ancora non aveva avuto precedenti.
Nella cornice della bella sala espositiva di palazzo Jung, in via Lincoln, è possibile ammirare - nell'allestimento curato dai soci della Cooperativa, Daniela Giangrasso, Corrado Carpentieri, Giulio Urso e Antonio Tumminia che ne è il presidente - le splendide fotografie di Roberto Fumagalli che restituiscono con grande vividezza colori, odori, sapori e dinamismi degli eventi quotidiani, dei giorni dello svago e della festa, delle manifestazioni celebrative e di quelle lavorative a Cuba, la vitalità del suo popolo e la sua joie de vivre che si alimenta quotidianamente con vigore rigoglioso, quasi con furore.

"Corona"
Al trucco per la rappresentazione di "Cenerentola"
(
Balletto di Alicia Halonso, Gran Teatro del la Habana), Parque Central, la Habana, 5.2005
Foto di Roberto Fumagalli

Lo dimostrano le tante immagini, piene di animazione, di concitazione e movimento prorompente che l’occhio fotografico ha per un attimo isolati, senza mai bloccarli.
Roberto Fumagalli, oltre che un valente fotografo, è un viaggiatore autenticamente appassionato di Cuba e del suo popolo.
Vi ha fatto ben nove viaggi, trattenendosi ogni volta a lungo, e, girandola in lungo e in largo (ma soffermandosi soprattutto a L’Avana), ha scattato miglialia e migliaia di foto.
Le circa 40 foto esposte rappresentano un distillato tormentato di questa profusione di immagini, il risultato di scelte che lo stesso Fumagalli dichiara di aver faticato a compiere tra le centinaia di foto egualmente rappresentative e "papabili".
Come dicevo prima, nelle foto, titolate rigorosamente in Spagnolo e corredate di un sottotitolo trilingue (Spagnolo/Italiano/Inglese), ci sono tutti i momenti della vita a Cuba, dall’animazione nelle strade, alle scene di lavoro, ai momenti di svago, a quelli pubblici e di esaltazione popolare del regime, alla rappresentazione dell’arte e delle manifestazioni di eccellenza della società cubana, quali la danza classica oppure alcune attività mediche specialistiche per cui Cuba è rinomata nel mondo, ma anche tanti volti di Cubani (di uomini , di donne, di bambini), a volte segnati da rughe, altre volte lisci e giovanili, ma sempre sorridenti, con lo sguardo, soprattutto.
Guardando e riguardando le sue immagini, anche non essendoci mai stati, ci si fa l’idea che Cuba sia un bel posto dove vivere, un bel posto da conoscere e da apprezzare, perché ti trasmette buone ed intense vibrazioni. Chi ci è stato, a Cuba, e ha la ventura di soffermarsi su queste immagini, invece, ritrova integralmente - in ognuna di esse - le sensazioni sperimentate mentre si trovava là, tra la gente e lungo quelle vie.
Fumagalli, grazie anche alla sua assiduità e alla sua perseverazione, ma sostenuto anche dalla sua personale passione, ha avuto accesso a molti luoghi dai quali il turista viene normalmente escluso e, per questo motivo, ha potuto fotografare anche personaggi pubblici di rilievo a distanza ravvicinata, compreso Fidel in un momento celebrativo mentre parla al popolo assiepato in piazza, nel giorno della celebrazione della liberazione cubana.
Fidel è ripreso di spalle, ma Fumagalli per scattare questa foto ha avuto la facoltà di avvicinarsi al lider maximo ad una distanza inusitata.
La grande vitalità del popolo cubano è il filo rosso tematico della mostra, al di là del facile convenzionalismo e dei luoghi comuni delle brochure turistiche che danno di Cuba solo una visione olografica e da cartolina.
...le sue immagini hanno ali, irradiano amore per la vita. Così sono questi i suoi istanti de L'Avana, città piena di fulgori e misteri, gioviale e ospitale, reale e insieme meravigliosa.
Sono pezzi di esistenza che l'artista ha eternizzato con l'audacia e con la sensibilità proprie di quelli che non si lasciano trasportare dal superficiale e neppure dal ricorrente, di quelli che non guardano con gli occhi ma con il cuore (Roberto Chile, Le visioni di Roberto Fumagalli, nota di presentazione al volume)
Il titolo scelto “Cuba va” per la mostra e per il volume vuole appunto sottolineare l’idea d'un popolo che, malgrado tutto, malgrado l’embargo mai risolto del tutto, è in cammino lungo una sua strada che è, comunque, dominata – sempre – dall’ottimismo e dalla vitalità, ma serve anche ad indicare che, nelle immagini proposte, vi è un presente non statico, ma rappresentato dinamicamente in movimento verso un suo futuro, la dignità del presente, la speranza in un futuro radioso come si osserva nello sguardo del neo-laureato che esibisce il diploma di laurea in Medicina ("En los ojos, la victoria"), oppure nello sguardo carico di serena dignità dell'operaio metalmeccanico, saldatore della Compagnia Cubana dell'Acciaio ("Rafael Estrada").

“La fotografia di Fumagalli ha il pregio … di avvicinarci alle
tradizioni, allo spirito, alla essenza di Cuba nel modo migliore – rifuggendo le convenzioni, gli stereotipi, il folklore, la banalità – per offrirci invece tutta la spontaneità e l’amore per la vità, catturando quei momenti particolari della quotidianità capaci di condurci in una realtà lontana, seppur vicinissima” (dalla presentazione di Giovanni Avanti, Presidente della Provincia regionale di Palermo).
Breve nota biografica su Roberto Fumagalli
Roberto Fumagalli è nato a Monza nel 1970. Dopo essersi laureato in Scienze naturali presso l’Università di Milano, ha intrapreso un’intensa attività fotografica in Italia e all’estero, con viaggi nei cinque continenti.
Dal 1999 al 2003 ha lavorato come fotografo a Los Angeles, prima di far ritorno in Italia.
Attualmente collabora con riviste, giornali e agenzie fotografiche, in Italia, Spagna, Svizzera, Svezia e Stati Uniti.

Creative Commons License
Frammenti by Maurizio Crispi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at maurcrispi.blogspot.com.